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Convegno

diario 15/6/2011

 

A.N.P.P.I.A. ROMA E LAZIO
Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti

in collaborazione con
ANPI ROMA E LAZIO
 FIAP ROMA E LAZIO

INVITA AL

CONVEGNO
 
L’IDENTITÀ DELLE FORZE POLITICHE È DEBOLE
PER MANCANZA DI TRADIZIONI
E MEMORIE STORICHE?
 
 
Casa della Memoria e della Storia
Via San Francesco di Sales, 5
20 giugno 2011    
ore 17.00
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PROGRAMMA
 
SALUTO 
 Presidente dell’ANPI di Roma, dott. Massimo Rendina
COORDINA
Presidente dell’ANPPIA nazionale,    ing. Guido Albertelli
RELATORI:
     prof. Giovanni De Luna
      prof. Piero Melograni  
     prof. Mariano Gabriele
       prof. Alessandro Portelli
INTERVENTO DI COMMENTO    
    Presidente della FIAP di Roma,
   Vittorio Cimiotta
 
 
 
 
 
 
 
 

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PER ANTONIO GIOLITTI

OGGI 8/2/2010

E’ morto un intellettuale, partigiano, comunista, costituente, deputato, socialista, ministro e scrittore.

Fu il fondatore delle Brigate Garibaldi insieme a Giancarlo Pajetta. Fu il protagonista di due eventi significativi, il grido contrario alla posizione del PCI sui fatti d’Ungheria e l’ideazione, insieme ad Ugo La Malfa, della programmazione economica.

Fu quindi esempio della figura dell’intellettuale “azione e pensiero”, partecipa infatti alla lotta per la libertà e agisce in politica per l’affermazione dei principi della democrazia e della moralità.

Sono questi i personaggi che piacciono ai compagni dell’ANPPIA che oggi si addolorano per la morte di un “uomo libero”.

 
                                                                                              Il presidente nazionale
                                                                                                   Guido Albertelli
 

Presidio contro nazifascimo e razzismo a Roma

OGGI 30/1/2010

Per protestare contro le scritte razziste e antisemite comparse vicino al Museo della Liberazione il 27 gennaio, Giornata della Memoria, l'Anppia di Roma e del Lazio e il Museo stesso, hanno promosso una manifestazione di protesta che si terrà domenica 31 gennaio 2010 ore 10.00 presso il Museo a via Tasso 145.
Chiediamo a tutti di partecipare senza bandiere e striscioni.


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Da Livorno in difesa della Costituzione

OGGI 19/10/2009

         L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) , l’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (ANPPIA) e l’Associazione Nazionale ex Internati (ANEI),         che rappresentano coloro che hanno pagato i prezzi più alti per dare libertà e democrazia all’Italia, non possono assistere ad una demolizione della dignità delle Istituzioni Repubblicane come quella che è in atto, senza avvertire un profondo stato di disagio e la necessità di contribuire ad attivare un reale percorso di cambiamento.

Il Paese è afflitto da una crisi economica di straordinaria portata che colpisce duramente milioni di italiani ed il Presidente del Consiglio inchioda l’attenzione dell’opinione pubblica su una battaglia contro le Istituzioni poste a garanzia della democrazia da parte dei padri costituenti.

L’Italia paga un prezzo altissimo a causa di questo tipo di occupazione dei poteri e delle funzioni pubbliche ed il suo prestigio nel resto del mondo è in forte declino per cui è giunto il momento di porre un freno a questo stato di cose.

Quando il Presidente del Consiglio sostiene che gli italiani sono tutti di parte e nessuno è indipendente porta un attacco che ha lo scopo di demolire dalle fondamenta questa nostra Repubblica e la sua Costituzione .

L’Italia ha bisogno di cittadini liberi, in grado di agire secondo coscienza e di esercitare le proprie attività nel rispetto dei principi di dignità personale, etica professionale e coraggio civile.

Queste sono le armi con le quali i patrioti di oggi possono combattere questa battaglia per risollevare i destini della Patria e conquistare quei livelli di civiltà, libertà, democrazia e prestigio che Le competono, anche per rispettare coloro che, in tempi ben più difficili, hanno sacrificato loro stessi per questi ideali. 

Le sottoscritte Associazioni si propongono di contattare le varie componenti del tessuto democratico livornese per concordare e programmare  iniziative adeguate al momento politico ed istituzionale.

Livorno, 12 ottobre 2009

Il Presidente ANPI                         Il Presidente ANPPIA                     Il Presidente ANEI

    Vittorio Cioni                                   Garibaldo Benifei                        Giuseppe Implatini

Per la libertà di stampa

OGGI 10/9/2009

Mussolini appena giunto al potere rispose all’on. Salvatore Barzilai, presidente della Federazione della Stampa dell’epoca, che si diceva preoccupato per il giornalismo italiano:

 

 «…intendo salvaguardare la libertà di stampa, purchè la stampa sia degna della libertà. La libertà non è soltanto un diritto: è anche un dovere ».

 

Sappiamo tutti come andò a finire. Distruzioni di redazioni, violenze fisiche e arresti di giornalisti, vent’anni in cui la libertà d’espressione è rimasta nascosta nelle tipografie clandestine, distribuita e letta a rischio della propria libertà.

 

 

L’ANPPIA, che raccoglie i perseguitati politici del Fascismo, nella profonda convinzione che la limitazione della libertà di parola ed espressione costituisca una delle più gravi minacce alla democrazia, aderisce alla manifestazione per la libertà di stampa indetta per il 19 settembre 2009 dalla FNSI

 

 

 

La segreteria nazionale

 

ISCRIZIONI 2009

CHI SIAMO 11/11/2008

L'Anppia nasce nel 1946 ad opera di Terracini e Pertini per raccogliere coloro che negli anni del regime fascista subirono carcere, confino, licenziamenti in ragione della loro opposizione al fascismo.
Oggi sono a pieno titolo soci dell'ANPPIA tutti coloro che si riconoscono nei valori dell'antifascismo e della Costiuzione e negli obiettivi dell'Associazione di salvaguardia della memoria storica e di approfondimento della conoscenza dei fatti legati alla Dittatura fascista, così come nella difesa dei democratici in lotta in ogni parte del mondo.
Iscriversi all'Anppia non è dunque un fatto burocratico ma è il segno di un'adesione profonda ai valori democratici della Repubblica. Per noi un prezioso sostegno morale e economico
Chiunque dunque voglia darci una mano o avere informazioni può contattarci inviando una mail.

Una coppia speciale

LETTI PER VOI 16/10/2008

Pubblicati gli atti del convegno svoltosi a Cagliari il 27 novembre 2006, raccogliendo gli interventi dei relatori: Carlo Dore, Eugenio Orrù, Annalisa Diaz e Chiara Spano, ma anche ulteriori contributi di Manlio Brigaglia, Francesco Cocco, Francesco Floris e Bruno Maiorca.
Un libro ricco di riflessioni e testimonianze che punta a ricostruire la vicenda umana e politica di questa coppia di appassionati antifascisti e strenui difensori della democrazia.
La figlia Chiara scrive che il lascito dei suoi genitori è “il richiamo forte a partecipare, a battersi sempre, dovunque, in ogni modo, per il progresso della democrazia che si raggiunge attraverso la crescita ideale e culturale e lo sviluppo economico, cioè il benessere di tutti”. Questo fu il senso profondo del loro impegno politico e civile, persino della loro vita personale.
Velio fu un prestigioso dirigente comunista profondamente legato alla sua Sardegna, capace di saldare la lotta per l'autonomia a quella per le riforme sociali e economiche; Nadia fu Costituente e grande protagonista del movimento femminile, in rapporto capillare con tutte le donne, e con uno sforzo di unità che aveva sempre come base la concretezza della vita e della lotta.
Per entrambi una vita politica o, come scrive Chiara Spano una “politica della vita”, che è “strumento di impegno per trasformare un mondo ingiusto in uno più aderente ai bisogni e alle richieste di chi produce con il suo lavoro”. (m. o.)


Velio e Nadia Spano. Due vite per la democrazia
a cura di Carlo Dore, Maurizio Orrù
Edizioni ANPPIA Sardegna, 2008, pp. 102

Mozione antifascista

OGGI 30/9/2008

Il Municipio XV di Roma ci ha fatto pervenire il testo di una mozione da loro presentata su Antifascismo, democrazia e Costituzione.
La pubblichiamo qui di segutito perchè pensiamo possa essere un utile spunto anche per altre istituzioni locali.

Oggetto: Condanna del fascismo, adesione al valore dell’antifascismo, della Resistenza e ai valori fondanti della nostra Costituzione Repubblicana.

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA XV “ARVALIA-PORTUENSE”

Considerato che

I recenti interventi politici di alti rappresentanti del Governo e del Sindaco di Roma hanno riaperto il dibattito intorno ai temi del fascismo, dell’antifascismo e della Resistenza,

premesso che

la ricerca di una memoria condivisa non può ignorare il passato né mistificarlo

sottolineato che

Ø la marcia su Roma, con cui si dà simbolicamente inizio alla dittatura fascista, fu preceduta da violenze, omicidi e devastazioni,

Ø che il fascismo negò l’uguaglianza, soppresse le libertà statutarie, incarcerò e uccise gli oppositori come Matteotti, Amendola o don Minzoni, accettò le ragioni aberranti della superiorità della razza con il razzismo biologico facendo nascere l’infamia delle legge razziali che diedero al via al male assoluto, trascinò l’Italia in una guerra lunga e sanguinosa;

Ø che il regime fascista sì è reso protagonista di una serie di feroci campagne di aggressione, in Africa, in Grecia, in Albania e in Jugoslavia, compiendo stragi e rappresaglie di civili per le quali la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite redasse nel 1948 una lista di 1992 nomi di criminali di guerra italiani, che non furono mai né estradati né giudicati in Italia

Ø che, ancora dopo la caduta del regime, con la disperata propaggine della Repubblica Sociale di Salò, il fascismo partecipò a stragi di migliaia di civili in Italia e all’estero e contribuì alla deportazione di centinaia di ebrei

evidenziato che

l’antifascismo non è dunque solo premessa storica della nostra Costituzione, ma anche, come rifiuto delle tragedie del fascismo, premessa concettuale e politica e asse portante dell’intero impianto della Carta fondamentale della Repubblica

è quindi in discussione l’adesione ai valori fondanti della nostra Repubblica di una parte importante delle forze politiche presenti in Parlamento;

tutto ciò premesso il Consiglio del Municipio XV

conferma

il giudizio negativo complessivo sul fascismo che fu dittatura, una tragedia che soppresse le più elementari libertà;

condivide

le dichiarazioni del Presidente della Camera che ha affermato con chiarezza che in Italia e a Roma non si possono equiparare antifascisti e fascisti perchè i primi combatterono per la causa giusta della libertà e gli altri stavano dalla parte sbagliata;

Apprezza le parole chiare di chi a destra finalmente si riconosce nei valori dell’antifascismo: libertà, uguaglianza e solidarietà.

condanna

con nettezza le dichiarazioni di alcuni esponenti politici che hanno definito il fascismo l’esperienza più bella della storia d’Italia e di chi ancora oggi dichiara di non potersi definire antifascista, perché questo significa non aderire appieno ai valori costituzionali;

si riconosce pienamente

nelle parole ripetutamente espresse dal Capo dallo Stato (ultimamente nel corso delle celebrazioni dell’8 settembre) e aderisce al suo appello per un “patriottismo costituzionale”

Impegna il Presidente del Municipio

a sollecitare l’amministrazione comunale di Roma, città medaglia d’oro della Resistenza, a costituirsi parte civile nei prossimi processi penali a carico di tutti i violenti che con il proprio operato hanno messo a rischio la sicurezza dei cittadini romani con atti xenofobi, con attentati alla libera manifestazione del pensiero e dei propri orientamenti sessuali attraverso azioni e aggressioni a manifestazioni culturali, spettacoli televisivi, caserme e di organi di polizia dello stato.

Impegna la Giunta e il Presidente del Municipio

a intraprendere ogni utile iniziativa affinché i residenti del XV Municipio e soprattutto i più giovani conoscano le ragioni storiche, culturali e politiche che sono all’origine della Costituzione della Repubblica, quale garanzia di Libertà, Pace e Democrazia.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

OGGI 10/9/2008

MOZIONELa Russa ha detto: "Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia". MOZIONE

A lui rispondiamo che non ci interessa indagare a cosa credevano coloro che combattevano di fatto agli ordini dei comandi tedeschi partecipando a stragi e rappresaglie di tanti civili, donne e bambini, italiani, ma ciò che importa all'Italia tutta è invece che, per dirla con il partigiano De' Lazzari, l'Italia sovrana, democratica, unita e libera, è stata costruita non con il sangue dei vinti, ma con quello dei vincitori, di tanti giovanissimi partigiani e antifascisti che pagarono con la vita la loro opposizione al nazifascismo.


MOZIONE



Non ammazzate due volte Pio La Torre

OGGI 2/9/2008

Il 28 agosto il Sindaco di Comiso Giuseppe Alfano (AN) ha deciso che il locale aeroporto civile, intitolato a Pio La Torre, torni al nome che aveva quando era aeroporto militare, quello del gen. Magliocco, decorato con medaglia d’oro al valor militare dal governo fascista per i meriti acquisiti durante la guerra di Etiopia negli ‘30.
Un'opera di revisionismo e insieme di oblio della memoria di uno dei grandi protagonisti della lotta alla mafia, tra i primissimi a proporre di colpire i patrimoni mafiosi.
L’ANPPIA invita tutti a sottoscrivere la petizione on line "NON CANCELLATE PIO LA TORRE" dell’Associazione Articolo 21.
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 Il Presidente Guido Albertelli