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ciao Presidente

diario 29/1/2012

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CONSIGLIO NAZIONALE

diario 13/11/2011

A conclusione del Consiglio Nazionale dell'ANPPIA svoltosi a Parma il 12 e 13 novembre sono stati approvati due ordini del giorno.

ORDINE DEL GIORNO 1

L'ANPPIA, rilevato che il passato governo e tutti i governi di Destra che si sono succeduti in questi ultimi anni, si sono caratterizzati con una politica, svolta in sede parlamentare, finalizzata ad un attacco pesante e costante nei confronti della Memoria storica, dell'Antifascismo e della Resistenza e dei valori che da essi derivano e da un costante perseguimento del fenomeno del revisionismo storico, auspica che il governo che si sta costituendo in queste ore, sia al contrario caratterizzato dalla imprescindibile tutela della nostra Memoria storica e dalla volontà di difendere i valori della Resistenza e dell'Antifascismo unitamente al diritto al lavoro, alla salute e alla solidarietà sociale, quali elementi fondanti della Costituzione repubblicana e della nostra democrazia


ORDINE DEL GIORNO 2

L'ANPPIA esprime seria preoccupazione per la difficile situazione politica ed economica dell'Italia.
La Storia ci insegna che le grandi crisi economiche spesso hanno condotto a sbocchi populistici.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerosi e pesantissimi tentativi di aggressione della Costituzione e dei suoi valori sia dal punto di vista politico che culturale.
Sempre più gravi e preoccupanti sono gli episodi di violenza nelle nostre Città, a Parma come a Roma, messi in atto da movimenti quali Casa Pound e Forza Nuova che apertamente si richiamano al fascismo.
Per questo facciamo appello ai partiti che si riconoscono nella Costituzione perché siano sempre vigili, uniti e fermi contro tutti gli attacchi alla democrazia e alla convivenza civile.
Ribadiamo con forza che una soluzione ai problemi anche economici dell'Italia può venire solo dal rilancio dei valori antifascisti di Libertà, Democrazia e Eguaglianza e anche con la rinascita sulle macerie di giunte senza ideali, di nuove istituzioni locali ispirate alla Costituzione repubblicana



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Convegno

diario 15/6/2011

 

A.N.P.P.I.A. ROMA E LAZIO
Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti

in collaborazione con
ANPI ROMA E LAZIO
 FIAP ROMA E LAZIO

INVITA AL

CONVEGNO
 
L’IDENTITÀ DELLE FORZE POLITICHE È DEBOLE
PER MANCANZA DI TRADIZIONI
E MEMORIE STORICHE?
 
 
Casa della Memoria e della Storia
Via San Francesco di Sales, 5
20 giugno 2011    
ore 17.00
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PROGRAMMA
 
SALUTO 
 Presidente dell’ANPI di Roma, dott. Massimo Rendina
COORDINA
Presidente dell’ANPPIA nazionale,    ing. Guido Albertelli
RELATORI:
     prof. Giovanni De Luna
      prof. Piero Melograni  
     prof. Mariano Gabriele
       prof. Alessandro Portelli
INTERVENTO DI COMMENTO    
    Presidente della FIAP di Roma,
   Vittorio Cimiotta
 
 
 
 
 
 
 
 

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La scomparsa di Tullia Zevi

diario 25/1/2011

L'Anppia è profondamente addolorata per la scomparsa di Tullia Zevi, intellettuale finissima, azionista nel cuore, scrittrice precisa e documentata, dedicata all'ebraismo con saggezza e competenza. Porge alla famiglia sentite condoglianze.



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AUGURI!

diario 20/12/2010



Arriva il Natale e presto l’Anno nuovo. 
Dentro di noi però resta, anche in giorni di festa, una sensazione nascosta. Sentiamo che attorno l’atmosfera è diversa rispetto agli altri anni, meno serena.
Noi dell’Anppia siamo come gli altri ma con un sentimento in più. Il ricordo dei nostri cari che passavano il Natale nelle carceri o al confino o in esilio è il confronto che non ci permette il lamento, ne la recriminazione perché la nostra vita è spesa nell’impegno di farli vivere in noi,
di non farli dimenticare.
Auguri di cuore ai soci, ai loro parenti, ai nostri collaboratori e al nostro Paese.

Guido Albertelli



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DOCUMENTO PROGRAMMATICO ELABORATO DAL DIRETTIVO DEL COORDINAMENTO A.N.P.P.I.A. DELLA TOSCANA Empoli [FI], 4 dicembre 2010

diario 14/12/2010

Le forze politiche democratiche e le associazioni Antifasciste e della Resistenzadella Toscana fanno conoscere la propria preoccupazione in merito all'avanzata di una ideologia diffusa di stampo fascista, che può essere l’esordio anche nel nostro territorio, di un radicamento di soggetti politici discriminatori. La "cultura" fascista è ormai un fenomeno di massa, soprattutto nelle generazioni più giovani, anche se per ora, si traduce solo in minima parte nell'adesione a precisi soggetti politici. Tuttavia una fascia più ristretta di cittadini si definisce coscientemente di estrema destra, e in seno ad essa, si producono fenomeni preoccupanti, come l'apertura di centri sociali di estrazione fascista e il radicamento di Forza Nuova. Fenomeno ancor più preoccupante per le sue caratteristiche di massa è l'affermazione del nuovo fascismo (di un genere tutto suo) della Lega Nord, che in Toscana ha mostrato una rimarchevole crescita nell'ultima competizione elettorale (6,48% corrispondente a 98.523 voti che hanno procurato 3 seggi nell’Assemblea regionale).
Alla luce di questi eventi le stesse forze organizzate hanno deciso di monitorare sul territorio di
riferimento i fatti di matrice fascista e razzista ed i fenomeni politici nostalgici che qui si svolgono, nell’intento di ricostruire il percorso che ha creato l’evento, individuando i personaggi e le sorgenti di finanziamento di queste organizzazioni. Il monitoraggio ha lo scopo di fermare sul nascere ogni fenomeno di violenza fascista o xenofoba, identificando immediatamente le responsabilità e denunciando i fatti alle forze dell'ordine e informando i media per tenere alta l'attenzione della comunità affinché si arrivi a processare regolarmente i veri responsabili.
Questi obiettivi devono essere perseguiti con mezzi giuridici e amministrativi, mentre è da rigettare qualsiasi ipotesi di "antifascismo fai-da-te", come le "controronde" che, utilizzando forme di azione politica ai limiti della legge, avrebbero come unico effetto la conferma del mito dei "contrari radicalismi", finendo col mettere fascisti e antifascisti sullo stesso piano, legittimando, pertanto, i primi.
Dovere vitale delle forze democratiche e dell’associazionismo sarà l’allargamento della cultura antifascista soprattutto nei luoghi istituzionali e non solo, di aggregazione giovanile dove molto spesso i giovani aderiscono alla dottrina neofascista più per tendenza del momento che per principio. Per far questo si propone di sviluppare forme di cooperazione con le scuole del territorio, oltre che, ovviamente, i centri sociali, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, i gruppi di boyscout, gli oratori e con gli Enti locali di primo, secondo e terzo livello, per affermare i valori della democrazia e la necessità della distruzione di ogni forma di razzismo. Le proposte che seguono sono aperte a tutti i partiti e movimenti che ne accettano lo spirito e che s’impegnano unitariamente a condurre azioni per la pace, la libertà e la legalità.
L’espansione ed il rafforzamento della cultura antifascista farà fondamento sui successivi quattro punti:
1) sulla conservazione della memoria storica dell'Antifascismo, della Resistenza, e dei valori che questi comportamenti hanno manifestato e continuano a comunicare contro la dittatura fascista;
2) sulla cognizione della Costituzione italiana e della scienza del governo che in essa ha trovato una sintesi;
3) sul potenziamento dei Comitati zonali del movimento “Salviamo la Costituzione”;
4) sull’indebolimento delle leggende alla moda, iniziando da quella del "fascismo come concezione di vita", serbando invece memoria su quali reali spregevoli interessi rispondeva quel regime trasformista.
Al riguardo, per il prossimo mese di marzo, sarà organizzata una prima iniziativa interprovinciale nella città di Empoli sul tema “Il Voto, l’Educazione e il Lavoro: pilastri dell’antifascismo nella  Costituzione italiana”.



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Intervento finale del Presidente dell’ANPPIA al Convegno romano “Nascita e spirito delle Costituzioni europee”

diario 22/11/2010

I miei sentiti ringraziamenti al coordinatore prof. Cerri, ai valenti relatori, all’organizzazione e a tutti gli intervenuti (ho visto molti amici venuti da lontano ed a loro sono grato).

Lo scopo delle Associazioni che hanno voluto questo convegno è stato raggiunto.

La trasmissione della memoria è utile quando serve oggi alla difesa delle regole democratiche e dei valori radicati nel tempo. Queste regole sono nate nel primo dopoguerra anche per i sacrifici di chi ha combattuto contro le dittature o ha sofferto delle loro violenze o è morto innocente in una guerra spesso dimenticata.

Gli oppositori antifascisti, e gli analoghi in Francia e in Germania durante i regimi illiberali scrissero libri, riviste, periodici, tutti clandestini, dove condannavano la soppressione dei diritti dei cittadini come il libero pensiero, la libertà di stampa, l’esistenza di partiti e sindacati, l’uguaglianza di tutte le razze e in Italia affermavano l’inadeguatezza dello Statuto.

Così la Costituzione rappresentò anche il testamento spirituale di chi lottò perché potesse essere costruita.

Ed è per questo che abbiamo favorito un dibattito sui suoi contenuti e il Suo spirito in confronto a quelli delle altre nazioni europee.

Esponenti della cultura più elevata nel mondo della scuola, quella universitaria, sono intervenuti oggi a testimoniare la validità e l’importanza di Leggi fondamentali che rappresentano i vangeli laici delle democrazie, pur nelle differenze esistenti.

Se oggi la maggioranza del popolo italiano, in momenti difficili come quello in cui viviamo, crede in un riferimento che garantisca la protezione dei diritti di ogni suo componente, fa suo un libretto che, si può dire, rappresenta una sacralità comune.

Per questo prima di accettare un aggiornamento, sia pure strettamente necessario, della seconda parte della Costituzione, il cittadino esige che la forza che lo propone sia esempio di rispetto per le istituzioni, si ispiri ad un interesse superiore e punti a raccogliere un ampio consenso delle parti politiche tenendo conto delle evoluzioni politico-istituzionali europee.

Assistiamo invece allo scontro di due ideologie diverse, quello in atto trai partiti.

Una parte, a cultura liberal populista, ritiene superate alcune regole democratiche in quanto il tempo e l’evoluzione della società civile le ha rese obsolete anche in riferimento alla funzionalità del governare efficacemente senza essere ingessati da lacci formali.

L’altra, lasciatemelo dire, a cultura riformista conservatrice, difende la Costituzione esistente perché espressione della tradizione democratica, la considera un baluardo contro governi indipendenti da controlli, una difesa contro l’indebolimento del ruolo del Parlamento e contro la possibile influenza di poteri forti esterni.

Nel confuso momento che attraversa il Paese non si può cambiare la Costituzione e penso che questo non avverrà perché è esistita sempre una minoranza di cittadini, che interpreta spesso la coscienza della maggioranza silenziosa, che si batte per un ideale e non per interesse, non dimentica il passato nobile, non si ritira davanti al più forte e non si chiude in se stessa. Spesso perde le battaglie ma non l’impegno a proseguire.

Le nostre Associazioni sono sempre da questa parte.

                                                                                         Guido Albertelli




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CONVEGNO LA NASCITA E LO SPIRITO DELLE COSTITUZIONI EUROPEE

diario 16/11/2010

Senato della Repubblica - Sala Capitolare

Piazza della Minerva 38

18 novembre 2010

ore 15.30

 




PROGRAMMA

Ore 15,30        Saluti

    Presidente dell’ANVGC, avv. Giuseppe Castronovo

    Presidente dell’ANED, sen. avv. Gianfranco Maris

    Presidente dell’ANPPIA,ing. Guido Albertelli

   

ore 16,00 Inizio lavori

Coordina prof. Augusto Cerri, docente di Diritto pubblico, Università La Sapienza, Roma

prof. Giacomo Marramao, docente Filosofia politica, Università Roma 3

”Radici ideali della Costituzione nell’Assemblea Costituente”

prof. Otto Pfersmann, docente di Diritto costituzionale, Università La Sorbona, Parigi

”Il modello costituzionale francese e il modello costituzionale austriaco”

prof. Dian Schefold, docente di Diritto costituzionale, Università di Brema

”Il modello costituzionale tedesco”

ore 17,00 Discussione

ore 17,30

             prof. Severino Caprioli, docente di Storia del diritto medievale e moderno, Università di TorVergata, Roma

”Fatti costituenti e testo costituzionale”

   prof. Carlo Amirante, docente di Diritto costituzionale, Università Federico II, Napoli

“L’originalità  del modello costituzionale italiano e la sua possibile diffusione nell’Europa Comunitaria”

prof. Paolo Ridola, docente di diritto costituzionale, Università La Sapienza, Roma

”Validità delle ispirazioni ideali della Costituzione repubblicana e

 possibilità di ipotesi di modifica di taluni suoi meccanismi”

 

ore 18,30  Discussione    

ore 19,00  Intervento finale ing. Guido Albertelli



SI RICORDA CHE é OBBLIGATORIO PER L'INGRESSO ALLA SALA PRESENTARE UN DOCIUMENTO D'IDENTITA' E PER GLI UOMINI INDOSSARE GIACCA E CRAVATTA





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A Giuseppe Galzerano il Premio Grazia Deledda

diario 27/10/2010

Nuoro - Lo storico cilentano del movimento anarchico Giuseppe Galzerano, con il volume «Michele Schirru. Vita, viaggi, attentato, carcere, processo e morte dell'anarchico italo-americano fucilato per l'"intenzione" di uccidere Mussolini» (Galzerano Editore), è il vincitore della sezione Saggistica della 4a Edizione del Premio Letterario Grazia Deledda, dedicato anche alla narrativa, agli studi deleddiani e alla narrativa in lingua sarda, che si è tenuto a Nuoro.
Al Premio hanno partecipato 438 opere.
La giuria, presieduta dall'Editore Carlo De Benedetti, presidente del gruppo editoriale L'Espresso-Repubblica, composta dai prof. Giulio Angioni dell'Università di Cagliari, prof. Manlio Brigaglia dell'Università di Sassari, dalla prof.ssa Eugenia Tognotti dell'Università di Sassari, ha riconosciuto nel libro di Giuseppe Galzerano una ricerca approfondita e minuziosa sulla storia e sulle vicende umane, politiche e giudiziarie del giovane anarchico sardo che nel 1931 viene fucilato solo per il reato di aver pensato di uccidere Mussolini, perchè durante il fascismo la sola intenzione viene equiparata al delitto consumato.
Il Premio a Giuseppe Galzerano è stato consegnato da Carlo De Benedetti, presidente del gruppo editoriale L'Espresso-Repubblica.
Il Premio per la sezione narrativa, con la giuria presieduta da Sergio Zavoli, è stato assegnato alla scrittrice milanese Valentina Fortichiari per il romanzo "Lezione di nuoto" (Guanda), mentre per la sezione deleddiana il Premio è stato assegnato alla Prof.ssa croata Dubravka Dubravec Labas dell'Università di Zagabria per il saggio «Grazia Deledda e l'avanguardia romana» e per la sezione narrativa sarda al romanzo di Gianfranco Pintore «Sa losa de Osana».
Ai vincitori, oltre alla pergamena, è stata data la somma di €. 6.000,00 (Seimila/00), somma che Giuseppe Galzerano utilizzerà per pubblicare il suo nuovo libro.
Non ci risulta che prima di Galzerano siano stati premiati storici anarchici. L'assegnazione dell'importante riconoscimento ad un libro sovversivo e ad un ricercatore anarchico è senz'altro degna del massimo rilievo ed esprimiamo a Giuseppe Galzerano, che ha destinato la somma del Premio, alla pubblicazione del suo nuovo libro, le nostre felicitazioni e il nostro augurio di nuove ricerche e di sempre più qualificati riconoscimenti.
I lettori eventualmente interessati al volume in elegante veste tipografica (pag. 1136 con 81 foto, €. 35,00) possono richiederlo telefonando al n. 0974.62028 o utilizzando l'indirizzo di posta elettronica giuseppe.galzerano@tiscalinet.it



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E' morto Paolino Ranieri figura leggendaria dell'Antifascismo e della Resistenza

diario 9/6/2010


Paolino, nato a Sarzana nel 1912, era stato testimone, ancora bambino, dei celebri fatti del 21 luglio 1921, quando la città si ribellò alla violenza delle squadracce fasciste. Negli anni successivi maturò idee antifasciste e dalla fine del 1932 entrò a far parte dell’organizzazione clandestina del Partito Comunista. In quegli anni nessuno può sospettare che dietro il giovane barbiere vi sia un abilissimo propagandista, che arruola i giovani insofferenti al regime nella cellula cittadina, e che nella sua bottega di barbiere, proprio sotto la sede del comune, vengano distribuite le direttive dell’organizzazione e la stampa clandestina. Nel 1937, però, in seguito ad una spiata viene arrestato e processato per attività sovversiva dal Tribunale Speciale, con una condanna a quattro anni di reclusione. L’esperienza di Regina Coeli e Fossano costituiranno anche per lui quell’«università del carcere», fondamentale nella formazione politica di tanti antifascisti italiani: non solo lo studio collettivo con i compagni intellettuali (lezioni di politica, storia, economia, francese e ovviamente tanto materialismo storico), ma anche una pratica di condivisione e fratellanza che rimarrà una scuola di vita per il futuro. Quando nel 1940 viene rilasciato, a seguito di una amnistia (si rifiutò sempre di fare domanda di grazia), è ormai un uomo maturo, un «rivoluzionario di professione» che ha ben chiaro quale sarà il suo compito.
Con la caduta del fascismo e l’armistizio dell’8 settembre, il C.L.N. e gli antifascisti del territorio iniziano ad organizzare la Resistenza armata all’occupazione nazifascista e così Paolino imbraccia il mitra e diventa il partigiano «Andrea», prendendo il nome di battaglia dal protagonista del romanzo di Gorkij “La madre”, che ha letto negli anni del carcere. «Andrea» è commissario politico di un distaccamento che arriverà ad operare anche nel parmense e che si farà onore con una azione di grande importanza, come la Liberazione di Bardi nel giugno del 1944. Ritornato sui monti sopra Sarzana assume anche il ruolo di Ispettore di Zona per conto della Federazione del P.C.d’I., poi da lì a pochi mesi diventerà il commissario politico della Brigata Garibaldi “Ugo Muccini” che arruola tra le proprie fila quasi un migliaio di combattenti. Paolino sa bene che la Resistenza non può limitarsi a essere soltanto uno scontro militare, ma che è suo compito formare le coscienze di quelli che dovranno costruire la nuova Italia, inseguendo in ogni gesto quella moralità della Resistenza che deve contraddistinguere il partigiano. E così tra un’azione e l’altra, nelle sere a riposo davanti al fuoco, inizia il lavoro politico con i partigiani della Brigata “Muccini”, che vedono in «Andrea» un modello e una guida. La Brigata “Muccini” diventa presto una spina nel fianco delle forze militari nazifasciste, fino al celebre rastrellamento del 29 novembre del 1944, quando la Wehrmacht e la R.S.I. costringono gli uomini della “Muccini” allo sganciamento al di là della Linea Gotica, verso i territori già liberati. «Andrea» e il comandante Flavio Bertone «Walter», rimangono insieme a poche decine di partigiani sul territorio a combattere una battaglia che si fa ancora più dura. Infatti pochi giorni dopo, il 14 dicembre 1944, Paolino viene ferito ad entrambe le gambe dalle Brigate Nere, che lo portano nel famigerato carcere del XXI a La Spezia. Nel carcere, da cui pochi sono usciti in vita, Paolino rimane quattro mesi in condizioni di detenzione durissime, fino all’aprile del 1945 quando riesce a farsi liberare e ritornare nella sua Sarzana appena in tempo per la Liberazione.
Dopo la Liberazione «Andrea» entra nel comune della sua città, camminando ancora sulle stampelle, e diventa «il sindaco» (anche nei nostri giorni, se si passeggiava con lui per le vie di Sarzana, lo si sentiva chiamare così). E sindaco sarà, ininterrottamente, fino al 1971, per 25 anni, lasciando di sé il ricordo di un grande amministratore, di un politico che ha fatto dell’onestà il perno di tutta la sua azione.
Negli anni successivi Paolino non si è mai allontanato dal “fare politica”, ha svolto un ruolo di fondamentale importanza nell’ANPI e nell’ANPPIA, impegnandosi strenuamente nella difesa dei valori della Resistenza e nella salvaguardia della memoria storica. Nella seconda metà degli anni Novanta, Paolino vuole trovare una soluzione al progressivo allontanamento delle giovani generazioni da una memoria della Resistenza, che è spesso meramente rievocativa, e matura l’idea di avvicinare quel patrimonio di idee con linguaggi nuovi. Dall’incontro con ricercatori e artisti nascerà il primo Museo Audiovisivo della Resistenza in Italia, che significativamente sorge dalle rovine di una colonia estiva, che i partigiani avevano costruito, in uno dei luoghi di battaglia, per ospitare gli orfani di guerra e i figli delle famiglie indigenti nel dopoguerra. Il Museo delle Prade a Fosdinovo, ha la particolarità di essere un museo di narrazione, che ai tradizionali cimeli sostituisce i volti, i racconti di vita e le memorie visive di alcuni protagonisti della Resistenza. Oggi il museo è diventato un punto di riferimento nel panorama nazionale, una meta di gite scolastiche e di visitatori provenienti da tutta Italia, sede di importanti iniziative culturali, come il festival della Resistenza “Fino al cuore della rivolta”. Tutta la sua vita è stata vissuta all’insegna di un impegno civile e di una passione militante di raro impegno e coerenza: la politica, nella sua accezione più nobile e ideale, era per lui uno strumento per trasformare la società, per combatterne le ingiustizie seguendo quegli ideali di giustizia sociale che aveva visto realizzati nell’esperienza del carcere e su ai monti, insieme ai partigiani. In queste settimane ci confessava spesso la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire, che ne sarebbe stato dell’Italia di domani, magari del dopo Berlusconi, ma questo suo dire implicitamente ci chiama in causa, ci fa interrogare sul «che fare?», noi oggi, ci chiede il conto del nostro impegno a combattere lo stato presente delle cose e ci esorta a non arrenderci al nemico più insidioso del “menopeggismo”, della sconfitta a tavolino, perché «un altro mondo è possibile» non è soltanto lo slogan di un facinoroso no-global, ma era il motto che Paolino sentiva suo e amava ripetere sulla soglia dei novantotto anni.

Per le espressioni di cordoglio potete scrivere al nostro indirizzo (info@archividellaresistenza.it) a quello del figlio Andrea (aranieri@comune.genova.it) oppure mandare un telegramma all’indirizzo Piazza Martiri della Libertà – 19038 Sarzana (SP).



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 Il Presidente Guido Albertelli