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8 settembre Non si può stare sempre a guardare

IERI 8/9/2013




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10 giugno1924-10 giugno 2011

IERI 10/6/2011




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OTTO SETTEMBRE

IERI 10/9/2010

E’ una data sempre ricordata. Resta infatti un simbolo storico. Nei primi cinquant’anni del XX secolo ci sono stati due veri slanci corali coraggiosi, anche se di diverse dimensioni, il contrattacco nella prima guerra mondiale dei soldati italiani che portò alla vittoria e la battaglia contro l’entrata dei tedeschi a Roma nel ‘43, atto perdente ma fiammella per l’inizio della grande lotta partigiana.

Sono due espressioni di popolo, nella grande guerra i soldati erano quasi tutti contadini, a Porta S.Paolo i combattenti erano di tutte le provenienze, soldati, ufficiali, antifascisti, professori, studenti, popolani e donne. I nemici erano sempre tedeschi e austriaci.

Non è vero quindi che il popolo italiano è stato spesso indifferente alla partecipazione al cambiamento. Se scattano i sentimenti di patria e di libertà molti cuori si ribellano e danno l’esempio.

L’Otto settembre è stato questo, una lotta disperata affrontata con eccezionale coraggio e autonomia da ogni combattente, che sapeva di poter morire. Quel giorno semplici cittadini e soldati senza ordini erano li a sostituire Re, principi, marescialli e ministri fuggiti ignominiosamente da Roma senza onore.

Ecco perché la battaglia di Porta S.Paolo è molto più grande del fatto stesso. E’ l’inizio della riscossa, contro la dittatura e l’ingiustizia, cominciata dagli antifascisti nel lontano ‘22.La Resistenza che ne seguì portò alla vittoria e alla Liberazione.

L’ANPPIA ricorda con affetto tutti gli antifascisti che l’otto settembre erano a combattere a Porta S.Paolo per continuare la loro lotta, tra i quali Raffaele Persichetti, Cencio Baldazzi, Luigi Longo, Antonello Trombadori, Emilio Lussu, Sandro Pertini, Pilo Albertelli, Eugenio Colorni, Ugo La Malfa, Bruno Buozzi, Romualdo Chiesa, Fabrizio Onofri, Achille Corona, Adriano Ossicini e Mario Zagari.

 

 

                                               Guido Albertelli

                                                               





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2 agosto 1980-2 agosto 2010: per non dimenticare

IERI 2/8/2010




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Era solo l'inizio

IERI 25/7/2010


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30 aprile 1982 - 30 aprile 2010

IERI 30/4/2010

Ventotto anni fa moriva Pio La Torre ucciso dalla mafia con Rosario Di Salvo.
 A lui si deve la prima legge che introdusse il reato di associazione mafiosa (Legge Rognoni-La Torre) e la prima proposta di una norma per la confisca dei beni ai mafiosi (scopo poi raggiunto dall'associazione Libera, solo nel 1996).
Nel 2007 gli fu intitolato l'aeroporto di Comiso
Nel 2008 la nuova giunta di centrodestra decide di togliere l'intitolazione a La Torre per tornare a quella precedente di "Generale Magliocco", un generale del periodo fascista distintosi nella guerra colonialista d'Etiopia.
Oggi l'Anppia vuole ricordare Pio La Torre attraverso questa puntata della "Storia siamo noi" intitolata "L'uomo che incastrò la mafia"







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LA GRANDE MEMORIA

IERI 27/1/2010

 

Oggi il mondo ricorderà. Il più triste dei ricordi è quello della Shoah, la tragedia simbolo della violenza su un popolo innocente. Ieri, in una scuola nella quale la ricordavo agli studenti, un’alunna, guardando un filmato su Auschwizt, è stata colta da un pianto irrefrenabile. Anche i giovani hanno un cuore sensibile.

            Sono passati oltre sessant’anni da quell’avvenimento e non esiste possibilità di negazione ne validità di revisione. Ai tempi dell’accaduto molti furono coloro che sapendo furono indifferenti o fecero finta di non sapere e molti Stati in guerra non reagirono a quegli orrori indicibili. Anche il Papa del tempo non fece suonare per protesta tutte le campane delle Chiese di Roma per far sentire al mondo il proprio sdegno ma scelse la via di un  silenzio che giustamente gli ebrei non possono perdonare.

            Molti degli scampati dai luoghi di sterminio non vogliono parlare ma il dolore indelebile si vede nei loro occhi. Uno di questi, sollecitato da me a dire qualcosa, si scoprì il braccio e mi disse “Vede questo numero,

è inferiore di uno a quello di mio padre e maggiore di uno rispetto a quello di mio fratello. Questi due numeri non esistono più. Sono volati su dal camino”. E’ per questo che non si può non voler bene agli ebrei che hanno sofferto  per noi.

            Desidero  ricordare in questo sereno giorno di purificazione morale anche gli  avversari del nazifascismo che morirono nei lager, nelle carceri, al confino, in esilio e sulle montagne. Essi avevano scelto una lotta per la libertà quasi impossibile. Si erano dedicati di fatto alla morte e non l’avevano subita come gli ebrei. La violenza li ha accomunati.

Tutto dobbiamo a quello che eravamo. Chi non ha radici e tradizioni nella difficile società di oggi sarà leggero nel vento che verrà.

 

                                                                                  Guido Albertelli     


 

 

 

 

                                                                                                                
 


 

                                                                                                        
 


 

8 settembre 1943

IERI 8/9/2009




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Berlinguer parla del Fascismo

IERI 26/8/2009




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La Strage di Fossoli

IERI 12/7/2008

Cinquantaquattro anni fa, il 12 luglio 1944, nel poligono di tiro di Cibeno, frazione a circa 3 chilometri a nord di Carpi,furono trucidati 67 internati politici del campo di concentramento di Fossoli, uomini di diversa cultura e provenienza, dai 16 ai 64 anni.
Condotti sul posto in tre gruppi, furono fucilati sull'orlo di una fossa scavata il giorno prima da internati ebrei. A cose finite, la fossa comune fu colmata e mascherata, e il silenzio cadde sul fatto. 




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