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Per la libertà di stampa

OGGI 10/9/2009

Mussolini appena giunto al potere rispose all’on. Salvatore Barzilai, presidente della Federazione della Stampa dell’epoca, che si diceva preoccupato per il giornalismo italiano:

 

 «…intendo salvaguardare la libertà di stampa, purchè la stampa sia degna della libertà. La libertà non è soltanto un diritto: è anche un dovere ».

 

Sappiamo tutti come andò a finire. Distruzioni di redazioni, violenze fisiche e arresti di giornalisti, vent’anni in cui la libertà d’espressione è rimasta nascosta nelle tipografie clandestine, distribuita e letta a rischio della propria libertà.

 

 

L’ANPPIA, che raccoglie i perseguitati politici del Fascismo, nella profonda convinzione che la limitazione della libertà di parola ed espressione costituisca una delle più gravi minacce alla democrazia, aderisce alla manifestazione per la libertà di stampa indetta per il 19 settembre 2009 dalla FNSI

 

 

 

La segreteria nazionale

 

Oh quante belle ronde Madame Doré!

OGGI 15/6/2009

Grande eco sulla stampa (e giustamente) hanno avuto nei giorni scorsi le cosiddette “Ronde nere”, le ronde della «Guardia nazionale italiana», volute dal Movimento sociale italiano - Destra italiana, e in particolare dal suo fondatore Gaetano Saya, rinviato a giudizio nel 2004 per propaganda di idee fondate sulla superiorità e l'odio razziale, diffuse attraverso il sito Destranazionale.org.

Si tratterebbe di  2.100 volontari in tutta Italia, concentrati soprattutto in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia, pronti, non appena sarà in vigore il disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Parlamento, a pattugliare le strade 24 ore su 24, affiancando le “ronde padane”.

Ciò che ha colpito di più l’opinione pubblica, e che ha costretto il Ministro dell’Interno (dopo alcuni tentennamenti) e quello della Difesa a prendere le distanze, è stata l’ostentazione di simboli fascisti: camicia grigia con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale, basco o kepì grigio con il simbolo dell'aquila imperiale romana, anfibi neri e guanti di pelle: una sorta di rivisitazione della divisa delle SS.

Per questa ragione la Procura di Milano ha disposto un'indagine, tramite la Digos, per possibile violazione della legge del 1952 sull'apologia di fascismo.

E probabilmente proprio questa ostentazione forzata farà sì che queste ronde, per fortuna, non saranno mai ufficialmente autorizzate.

Due riflessioni però restano. In primo luogo colpisce l’arroganza di questi movimenti che non esitano ad esibire simboli e filiazioni che la cosiddetta (e vituperata) Prima Repubblica aveva messo al bando.

In secondo luogo preoccupa il fatto che, probabilmente, se non vi fosse stato l’apparato folcloristico delle divise, le ronde nere non avrebbero avuto tutta questa visibilità sulla stampa, non avrebbero scatenato tante reazioni di scandalo e magari, sotto silenzio, si sarebbero fatte con buona pace (e forse con un tacito “lasciar fare” in nome della “Sicurezza”) dell’opinione pubblica, anche di parte di quella che si riconosce nei Partiti di opposizione.

In questo contesto particolarmente rilevanti appaiono le parole del segretario del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) Felice Romano, che prende nettamente le distanze dalle “ronde”, di qualsiasi colore, e da chi le propone e le difende:  “Se emergono iniziative come quella delle ronde nere a Milano, ciò è addebitabile «al clima possibilista creato e fortemente voluto da questo governo. Forse ha ragione il Sottosegretario all'Interno Mantovano, al quale fa eco lo stesso Ministro Maroni, nel dire che iniziative come 'le ronde nere di Milano saranno impossibili una volta approvato il disegno di legge sulla sicurezza. Ma se qualcuno a Milano ha pensato di rimettere le classiche divise fasciste addosso a qualche centinaio di ben piazzati bamboccioni, e di partire per la crociata al grido di 'domine dirige nos', questo è senz'altro addebitabile al clima 'possibilista' creato e fortemente voluto da questo Governo. Ed invece - prosegue Romano - il Siulp le ronde non le vuole e comincia ad avere qualche serio dubbio sul fatto che un ministro dell'Interno, sia pure in escursione da weekend, possa fomentare, con parole e con fatti, un clima 'possibilista' sulle ronde”.

 

ISCRIZIONI 2009

CHI SIAMO 11/11/2008

L'Anppia nasce nel 1946 ad opera di Terracini e Pertini per raccogliere coloro che negli anni del regime fascista subirono carcere, confino, licenziamenti in ragione della loro opposizione al fascismo.
Oggi sono a pieno titolo soci dell'ANPPIA tutti coloro che si riconoscono nei valori dell'antifascismo e della Costiuzione e negli obiettivi dell'Associazione di salvaguardia della memoria storica e di approfondimento della conoscenza dei fatti legati alla Dittatura fascista, così come nella difesa dei democratici in lotta in ogni parte del mondo.
Iscriversi all'Anppia non è dunque un fatto burocratico ma è il segno di un'adesione profonda ai valori democratici della Repubblica. Per noi un prezioso sostegno morale e economico
Chiunque dunque voglia darci una mano o avere informazioni può contattarci inviando una mail.

Mozione antifascista

OGGI 30/9/2008

Il Municipio XV di Roma ci ha fatto pervenire il testo di una mozione da loro presentata su Antifascismo, democrazia e Costituzione.
La pubblichiamo qui di segutito perchè pensiamo possa essere un utile spunto anche per altre istituzioni locali.

Oggetto: Condanna del fascismo, adesione al valore dell’antifascismo, della Resistenza e ai valori fondanti della nostra Costituzione Repubblicana.

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA XV “ARVALIA-PORTUENSE”

Considerato che

I recenti interventi politici di alti rappresentanti del Governo e del Sindaco di Roma hanno riaperto il dibattito intorno ai temi del fascismo, dell’antifascismo e della Resistenza,

premesso che

la ricerca di una memoria condivisa non può ignorare il passato né mistificarlo

sottolineato che

Ø la marcia su Roma, con cui si dà simbolicamente inizio alla dittatura fascista, fu preceduta da violenze, omicidi e devastazioni,

Ø che il fascismo negò l’uguaglianza, soppresse le libertà statutarie, incarcerò e uccise gli oppositori come Matteotti, Amendola o don Minzoni, accettò le ragioni aberranti della superiorità della razza con il razzismo biologico facendo nascere l’infamia delle legge razziali che diedero al via al male assoluto, trascinò l’Italia in una guerra lunga e sanguinosa;

Ø che il regime fascista sì è reso protagonista di una serie di feroci campagne di aggressione, in Africa, in Grecia, in Albania e in Jugoslavia, compiendo stragi e rappresaglie di civili per le quali la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite redasse nel 1948 una lista di 1992 nomi di criminali di guerra italiani, che non furono mai né estradati né giudicati in Italia

Ø che, ancora dopo la caduta del regime, con la disperata propaggine della Repubblica Sociale di Salò, il fascismo partecipò a stragi di migliaia di civili in Italia e all’estero e contribuì alla deportazione di centinaia di ebrei

evidenziato che

l’antifascismo non è dunque solo premessa storica della nostra Costituzione, ma anche, come rifiuto delle tragedie del fascismo, premessa concettuale e politica e asse portante dell’intero impianto della Carta fondamentale della Repubblica

è quindi in discussione l’adesione ai valori fondanti della nostra Repubblica di una parte importante delle forze politiche presenti in Parlamento;

tutto ciò premesso il Consiglio del Municipio XV

conferma

il giudizio negativo complessivo sul fascismo che fu dittatura, una tragedia che soppresse le più elementari libertà;

condivide

le dichiarazioni del Presidente della Camera che ha affermato con chiarezza che in Italia e a Roma non si possono equiparare antifascisti e fascisti perchè i primi combatterono per la causa giusta della libertà e gli altri stavano dalla parte sbagliata;

Apprezza le parole chiare di chi a destra finalmente si riconosce nei valori dell’antifascismo: libertà, uguaglianza e solidarietà.

condanna

con nettezza le dichiarazioni di alcuni esponenti politici che hanno definito il fascismo l’esperienza più bella della storia d’Italia e di chi ancora oggi dichiara di non potersi definire antifascista, perché questo significa non aderire appieno ai valori costituzionali;

si riconosce pienamente

nelle parole ripetutamente espresse dal Capo dallo Stato (ultimamente nel corso delle celebrazioni dell’8 settembre) e aderisce al suo appello per un “patriottismo costituzionale”

Impegna il Presidente del Municipio

a sollecitare l’amministrazione comunale di Roma, città medaglia d’oro della Resistenza, a costituirsi parte civile nei prossimi processi penali a carico di tutti i violenti che con il proprio operato hanno messo a rischio la sicurezza dei cittadini romani con atti xenofobi, con attentati alla libera manifestazione del pensiero e dei propri orientamenti sessuali attraverso azioni e aggressioni a manifestazioni culturali, spettacoli televisivi, caserme e di organi di polizia dello stato.

Impegna la Giunta e il Presidente del Municipio

a intraprendere ogni utile iniziativa affinché i residenti del XV Municipio e soprattutto i più giovani conoscano le ragioni storiche, culturali e politiche che sono all’origine della Costituzione della Repubblica, quale garanzia di Libertà, Pace e Democrazia.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

OGGI 10/9/2008

MOZIONELa Russa ha detto: "Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia". MOZIONE

A lui rispondiamo che non ci interessa indagare a cosa credevano coloro che combattevano di fatto agli ordini dei comandi tedeschi partecipando a stragi e rappresaglie di tanti civili, donne e bambini, italiani, ma ciò che importa all'Italia tutta è invece che, per dirla con il partigiano De' Lazzari, l'Italia sovrana, democratica, unita e libera, è stata costruita non con il sangue dei vinti, ma con quello dei vincitori, di tanti giovanissimi partigiani e antifascisti che pagarono con la vita la loro opposizione al nazifascismo.


MOZIONE



Non ammazzate due volte Pio La Torre

OGGI 2/9/2008

Il 28 agosto il Sindaco di Comiso Giuseppe Alfano (AN) ha deciso che il locale aeroporto civile, intitolato a Pio La Torre, torni al nome che aveva quando era aeroporto militare, quello del gen. Magliocco, decorato con medaglia d’oro al valor militare dal governo fascista per i meriti acquisiti durante la guerra di Etiopia negli ‘30.
Un'opera di revisionismo e insieme di oblio della memoria di uno dei grandi protagonisti della lotta alla mafia, tra i primissimi a proporre di colpire i patrimoni mafiosi.
L’ANPPIA invita tutti a sottoscrivere la petizione on line "NON CANCELLATE PIO LA TORRE" dell’Associazione Articolo 21.
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 Il Presidente Guido Albertelli